Microsoft si fa “Open”

Non è una novità, ma una chiarificazione dovuta: con il diffondersi dei sistemi operativi e delle applicazioni open source, Microsoft cerca di fare suo l’hype pubblicitario della parola “Open”.

In informatica, l’open source (letteralmente, “sorgente aperto”) indica un software per il quale è disponibile agli sviluppatori l’intero codice sorgente, con la possibilità di modificarlo e ridistribuirlo sotto la stessa licenza senza limitazioni.

Da qualche tempo la Microsoft sta distribuendo delle licenze “Open”, ovvero con le formule “Open Value” e “Open License”, che si attribuiscono l’appellativo di “Aperto” pur non avendo nulla a che fare con l’open source.

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Un clone open-source di Windows

ReactOS

Clonare Windows, si può? Era il 1996, e Windows95 era appena stato lanciato, si trattava del primo sistema operativo grafico di Microsoft.

Allora il sistema non era complesso come le attuali versioni di Windows, e Linux era inutilizzabile in ambito domestico, a meno di non voler investire ore ed ore di tempo a cercare di installarlo nel proprio PC.

Fu in quel contesto che nacque il progetto FreeWin95, con l’idea di produrre una versione open-source di Windows95. L’ambizione era alta, e le braccia (ovvero i programmatori in grado di scrivere un kernel compatibile con Windows) erano troppo pochi, nel giro di un anno non era stato prodotto niente di funzionante.

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