Choice Screen: il nuovo algoritmo si dimostra imparziale

Choice Screen

Microsoft è tornata sui suoi passi in merito alla questione Choice Screen (nota nelle scorse settimane anche come Ballot Screen), rivedendo l’algoritmo che genera l’elenco dei browser tra i quali gli utenti possono scegliere quello da installare.

Secondo le statistiche raccolte durante le prove condotte da Webnews, ora il codice si comporterebbe in modo molto più imparziale, non favorendo nessuna delle soluzioni proposte. Internet Explorer, Firefox, Chrome, Safari e Opera godono dunque della stessa possibilità di finire in una delle prime cinque posizione, seguiti da altri sette software decisamente meno diffusi.

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Microsoft cambia l’algoritmo alla base del ballot screen

Il ballot screen per i browser

Microsoft ha comunicato di aver apportato delle modifiche al codice che regola la disposizione random dei browser presenti nella schermata del ballot screen, o choice screen, com’è stato chiamato nella versione definitiva che è stata distribuita in questi giorni nei vari paesi del Vecchio Continente.

Come notato da alcuni osservatori al momento del lancio del ballot screen, il codice JavaScript che regola la disposizione causale dei vari browser nella finestra sembrava “favorire”, in un certo senso, Google Chrome, il quale si piazzava statisticamente con maggiore frequenza nel primo slot a sinistra, ovvero nella posizione ritenuta dai più quale la più visibile tra tutte.

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È arrivato il ballot screen per la scelta del browser

Il ballot screen per i browser

E dopo tante peripezie, polemiche e perfino la discesa in campo della Commissione Europea, ecco arrivare ora l’atteso ballot screen, ovvero lo strumento che consentirà agli utenti Windows di scegliere quale browser installare tra un’offerta composta da 12 diverse proposte tra le più utilizzate sul Web.

Il ballot screen, identificato come aggiornamento KB976002, rappresenta il compromesso che ha messo d’accordo praticamente tutti, da Microsoft a Google, passando per Opera e Mozilla, per finire con la già menzionata Commissione Europea. Il suo obiettivo è quello di favorire un’equa concorrenza nel mercato dei browser, quella concorrenza chiusa fino ad oggi dalla scelta di Microsoft di installare di default, sui propri sistemi operativi Windows, il suo Internet Explorer.

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Ballot Screen di Windows: ecco in anteprima le immagini

Il ballot screen per i browser

KB976002 è l’identificativo dell’aggiornamento di Windows 7 relativo al ballot screen (in italiano rinominato Choice Screen). Una volta scoperto il codice, siamo riusciti ad installarlo in anteprima, e quelli che seguono sono tutti gli screenshot che descrivono la procedura.

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Secondo Sophos il “ballot screen” potrebbe essere sfruttato dagli hacker

ballot screen hacker

A partire dal 1° marzo Microsoft rilascerà un aggiornamento che permetterà agli utenti di Windows di scegliere il browser da utilizzare per navigare su Internet. La decisione è stata presa in seguito alle pressioni della Comunità Europea in merito al monopolio del gigante del software nel settore dei browser.

A pochi giorni dal rilascio del cosiddetto “ballot screen“, Sophos lancia un allarme: la nuova funzione di Windows potrebbe essere sfruttata dagli hacker per compiere attacchi malintenzionati.

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Ballot screen per la scelta del browser in arrivo la prossima settimana

Ballot screen

Di certo, è stata necessaria molta pazienza, tanta diplomazia e una certa dose di buona volontà a Microsoft per arrivare a trovare il compromesso che ha visto d’accordo, dopo mesi di polemiche, minacce e imposizioni arrivate perfino dai vertici europei, più o meno tutti quanti, da Google a Mozilla, passando per Opera e finendo con lo stesso Commissario Europeo Kroess.

Stiamo parlando, per chi non l’avesse capito, della vicenda relativa all’ormai celebre ballot screen, ovvero la soluzione presa da Microsoft nell’ottica di favorire l’apertura del mercato dei browser, chiuso, a detta della concorrenza e dei vertici di Bruxelles, dallo sfruttamento del quasi monopolio dei sistemi operativi detenuto dal gruppo di Redmond, che ha continuato per anni a vendere Windows con installato il suo browser, Internet Explorer, facendo trarre a quest’ultimo grande giovamento da questa situazione.

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